Ancora una volta questi banchieri osceni chiamati
tecnici non si sono smentiti. Avete fatto un po’ di conti sulla ventilata
riduzione dell’IRPEF a favore dei più deboli? Già, perché è con questi termini
che i banchieri osceni e chi li appoggia, incuranti del ridicolo o fiduciosi
nel fatto che il popolo non sa far di conto, hanno commentato la proposta.
Ebbene, ecco i conti.
Con la riduzione di un punto della prima aliquota
attuale, cioè dal 23 al 22 per cento, e sempre di un punto della seconda
aliquota, cioè dal 27 al 26 per cento, succede questo (tenendo conto ovviamente
dei vari scaglioni sui quali si applica la aliquota). Chi ha un reddito annuo lordo
di 15.000 euro, cioè poco meno di 1000 euro netti al mese per 12 mesi,
risparmia 150 euro all’anno, cioè 12,5 euro al mese. Chi ha un lordo di 28.000
euro annui, cioè 1750 euro al mese, sempre per 12 mesi, risparmia 280 euro
all’anno, cioè 23,3 euro al mese. Ma lo stesso risparmio lo realizzano anche
quelli che guadagnano molto di più, anche lo psiconano, tanto per citarne uno,
e naturalmente anche tutti i banchieri chiamati inopinatamente tecnici.

Chi ha un reddito lordo di 75.000 euro annui (più di
4.000 euro al mese, quindi) avrebbe ancora un piccolo guadagno, di 80 euro
all’anno, insomma qualche caffè all’anno anche per lui, tenendo conto che più
di quattromila euro al mese non sono proprio il salario di un precario. Invece
chi ha un reddito, poniamo, di 150.000 euro lordi, cioè una bazzecola di 7.695
euro al mese, finirebbe col pagare in più solo 670 euro all’anno, cioè 56 euro
al mese. Insomma, non dovrebbe fare la fila alla Caritas!
Ovvio che gli osceni banchieri soprannominati tecnici,
chi li appoggia indecorosamente, lo psiconano e un po’ di diportisti che a
Genova, mentre diminuiscono i visitatori del salone nautico, non fanno calare
le vendite, ci sarebbero rimasti male. Ma una misura come quella, dal momento
che non sono affatto pochi quelli che si mettono in tasca redditi ben superiori
ai 150.000 euro lordi, avrebbe aiutato a coprire gran parte del costo derivante
dalla riduzione delle aliquote sui redditi bassi e medi.
Ma quella misura avrebbe rappresentato per la prima
volta da quando gli osceni banchieri governano il paese una scelta di equità,
quindi di sinistra (anzi, comunista, avrebbero subito sbraitato gli squallidi
corifei montian-passerani), coprendosi anche di ridicolo, perché sarebbe stata
una scelta perfettamente in linea con la Costituzione che di equità e di
giustizia sociale parla e sancisce a più riprese. Già, ma anche quella è “di
sinistra” e infatti vogliono abrogarla proprio nelle sue parti più in linea con
la democrazia e la dignità.
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